La Farm Cultural Park, uno degli esempi più riusciti di impresa culturale e creativa del Mezzogiorno con un risvolto importante in termini di rigenerazione del territorio e di benefici economici e turistici per la città (senza considerare l’alto livello di produzione culturale contemporanea e di integrazione sociale), è messa seriamente a rischio da quello che appare come un atto di ottusa burocrazia. La storia, che ha dei risvolti grotteschi, diventa critica qualche giorno fa pur affondando le radici in fatti meno recenti. Ora il mondo culturale, imprenditoriale e politico è in fermento e da qualche giorno è in corso un tam tam che ha portato già a una petizione su Change.org e a un incontro mercoledì prossimo a Roma con i membri Pd della Commissione Cultura della Camera guidati da Anna Ascani, responsabile del settore per il partito.

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