@Anna Ascani - intervista Sole24Ore

Ascani (Miur): scuola-lavoro da rafforzare negli istituti tecnici e professionali

“Il taglio a ore e fondi ai percorsi di scuola  lavoro deciso dal precedente governo è stato un errore. Le scuole stanno rimodulando le attività con molta fatica; le aziende sono disorientate; gli studenti ne escono penalizzati. È vero nella maggioranza ci sono posizioni diverse. Ma io penso che almeno negli istituti tecnici e professionali sia necessario un ripensamento ; e dobbiamo supportare di più e meglio, anche attraverso una formazione mirata, presidi e docenti. In un Paese con una elevata disoccupazione giovanile e con un tessuto produttivo che cambia rapidamente sotto la spinta del 4.0, i ragazzi non possono terminare la scuola senza aver mai messo il naso fuori dalle proprie aule”

Per Anna Ascani, 31 anni, vice ministra dell’istruzione in quota Pd, e un passato prossimo da membro della commissione Cultura della Camera, il “decreto precari” che arriva oggi sul tavolo del consiglio dei ministri “è solo un primo passo -spiega-. Famiglie e studenti, quest’anno, hanno iniziato le lezioni trovandosi di fronte un quadro inaccettabile, con un supplente praticamente in ciascuna classe. A settembre 2020 assumeremo 24mila precari, e apriremo le porte ad altri 24725mila nuovi docenti con una selezione ordinaria. Confermiamo anche il vincolo di permanenza in cattedra di cinque anni, compreso l’anno di prova, per tutti i neo-ingressi per garantire la continuità didattica”.

Vice ministra, anche stavolta, però, il primo provvedimento sulla scuola riguarda i precari…

“Non sono d’accordo. Rigurada i ragazzi perché diamo una spallata alla supplentite, e facciamo ripartire i concorsi ordinari e meritocratici che daranno la possibilità a molti giovani laureati, in possesso dei requisiti richiesti dalle norme, di poter insegnare. Ricordo che l’età media in cattedra in Italia supera i 50 anni, un record a livello internazionale."

Certo.Ma c’è pure la didattica. È un mismatch molto forte…

“ Ecco questa, per me, e per il Pd, sarà la priorità. Ricreare un link stabile e duraturo tra scuole, territori e tessuto imprenditoriale. Penso agli istituti tecnici superiori, un’esperienza di eccellenza, che vogliamo far decollare, magari assieme a Mise e ministero del lavoro. Io sono umbra, e nel mio territorio i diplomati Its vanno letteralmente a ruba da parte delle aziende locali. Dobbiamo superare i freni ideologici: nessuno vuole una scuola-azienda, e mi creda, neppure le imprese. Ma non possiamo pensare che istruzione e lavoro continuino a viaggiare su binari paralleli.”

Ne ha parlato con il ministro Fioramonti?

“Certo. Nei prossimi giorni inizieremo a dettagliare le priorità, anche in vista della manovra. Gliene indico tre, mie e del Pd. Valorizzazione degli insegnanti e più formazione. Un sistema di valutazione serio che sostenga e aiuti le scuole. Diritto allo studio, a partire dal costo dei libri scolastici che pesa sulle famiglie e va ridotto.”