#Impegno

Ascani: un governo nell'interesse del paese

di Stefania Fiorucci

CITTA’ DI CASTELLO – Le prime parole da neoeletta alla Camera dei Deputati della venticinquenne umbra Anna Ascani mescolano la soddisfazione ed il doveroso ringraziamento agli elettori, al cordoglio per le tragedie che stanno scuotendo in queste ore l’Umbria e l’Italia, ed alla preoccupazione per la strettoia politica ed istituzionale in cui il paese ed il PD, in seconda battuta, versano.

“All’indomani della tragedia del Broletto – esordisce la Ascani- che colpisce al cuore la nostra comunità umbra, credo si impongano cordoglio, silenzio e riflessione. Occorre rispettare il dolore, dimostrare tutta la vicinanza possibile alle famiglie e, soprattutto, evitare inutili strumentalizzazioni mediatiche”. “Ringrazio gli elettori per la fiducia espressa – afferma Anna Ascani – e per la straordinaria opportunità di rappresentare, a soli 25 anni, il territorio umbro nell’assemblea di Montecitorio: m’impegnerò al massimo per essere all’altezza di questo investimento. D’altra parte avverto la responsabilità enorme che la delicatezza della situazione politica nazionale ci consegna: l’urgente domanda di innovazione si intreccia, infatti, con l’esigenza di assicurare un governo ad un paese che ha bisogno di riforme strutturali per la tutela dei conti pubblici, ma anche di speranza, prospettiva, crescita economica, opportunità di sviluppo e di un disegno unitario e solidale di società. Abbiamo il dovere di ricostruire prima di tutto il senso della comunità, di cancellare l’idea che ognuno possa bastare a se stesso e di tornare a nobilitare la nostra democrazia e le nostre istituzioni, oggi sotto attacco, sforzandoci di cambiare non solo i volti ma anche i metodi ed il linguaggio”.

La Ascani rifugge il gioco al rialzo tra i futuri gruppi parlamentari cui assistiamo in queste ore, ma allo stesso tempo delinea una strada doverosa: “Non esiste un libro dei sogni che il PD possa farsi dettare in maniera subalterna da chi si vuole unico interprete del cambiamento. Esistono, invece, ben chiare responsabilità che competono al partito di maggioranza relativa, cui tocca la prima mossa. La nostra idea consiste nel proporre alla luce del sole alcune misure condivisibili nell’interesse del paese: gli otto punti che Bersani ha declinato di fronte alla Direzione Nazionale del PD (incentrati su moralità, lavoro e diritti) delineano una road map, su cui si misurerà in Parlamento la reale volontà di cambiare ed il senso di responsabilità delle forze politiche.” “Queste riflessioni – argomenta Anna Ascani – giungono non a caso alla vigilia dell’8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna. Per due anni ho avuto l’onore di rappresentare le donne del Partito Democratico dell’Umbria; sono quindi lieta di poter ricordare oggi che, soprattutto grazie al PD (che ha il doppio dei parlamentari della destra e il triplo del M5S), il Parlamento è il più giovane e rosa della storia repubblicana.

I numeri ovviamente non bastano: occorre che le donne elette facciano rete affinché al centro dell’agenda parlamentare compaiano misure per la tutela della dignità della donna nella società e nella politica.” “Il nuovo Parlamento tra i suoi primi atti – esorta la Ascani – ratifichi la convenzione di Istanbul, volta a reprimere ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica e a combattere la discriminazione di genere: approvato in Consiglio dei Ministri il Disegno di Legge, l’iter parlamentare è stato reciso dalla chiusura convulsa della legislatura.

E’ doveroso concludere in tempi serrati il percorso per trasformarlo definitivamente in legge”. “L’esperimento delle primarie del PD per il Parlamento ha dimostrato – conclude la Ascani – che la doppia preferenza di genere funziona ed è un ottimo laboratorio di pluralismo. D’altro canto le recenti elezioni regionali nel Lazio hanno mostrato tutta l’inadeguatezza della preferenza singola, partorendo un Consiglio quasi completamente maschile. Questi dati devono contribuire ad orientare la riforma delle leggi elettorali a tutti i livelli, così da garantire al meglio la rappresentanza delle donne nelle istituzioni”.