#Rinnovamento

Colloquio con Anna Ascani, giovane candidata del Pd

di Alvaro Tacchini

Anna dei miracoli

Ha deciso di dare una parte del suo ricco stipendio da parlamentare alle onlus che nel territorio si spendono per aiutare le persone in difficoltà. E questo è un buon inizio.

«Sento in giro gente estremamente arrabbiata e diffidente. Ne ha tutte le ragioni. Però c’è anche la voglia di cambiare, la convinzione che, dopo 20 anni, ci sia la possibilità di rimettere le cose a posto».

Per cambiare, per rinnovare la sua rappresentanza in parlamento, il Pd umbro si affida anche a lei, alla tifernate Anna Ascani: venticinquenne, laureata in filosofia politica a Trento, attualmente impegnata a Perugia nel Tirocinio Formativo Attivo. Spera infatti, in futuro, di poter fare l’insegnante. A dedicare tutta la vita alla politica nemmeno ci pensa: «Non credo alla politica a tempo indeterminato», dice. A spianare la sua strada verso Montecitorio sono state le primarie del Pd. Non sono mancate critiche nei confronti di queste primarie che, convocate in tempi brevissimi, hanno impedito di fatto la presentazione di candidature esterne all’apparato di partito. Tuttavia sono state un momento di democrazia e Anna ha figurato benissimo, raccogliendo ben 5.463 preferenze in tutto il territorio provinciale. La sua candidatura è in qualche modo il prodotto dello scossone provocato nel Pd dallo scontro tra “bersaniani” e “renziani”:
«La spinta delle primarie è stata forte. Ci siamo fermati a riflettere, ci siamo resi conto che qualcosa non andava, che bisognava dare segni di cambiamento. La mia è una candidatura nata nella segreteria regionale del Pd; sono stata scelta perché rappresento una novità». Anna si dice consapevole del fatto che rappresenta un “investimento” dal parte del partito. Ma perché la scelta è caduta su di lei, su una ragazza con nessuna esperienza amministrativa a livello locale? Risponde: «Da due anni sono portavoce regionale delle donne Pd. In tale veste ho partecipato a tante iniziative, su ogni argomento, in tutta l’Umbria. È un’esperienza che mi ha formato e permesso di conoscere un sacco di persone. E poi conta l’empatia: io cerco di presentarmi come una giovane donna vicina ai problemi di tutti, che non guarda la gente dall’alto di un piedistallo».

Per quanto sostenitrice di Bersani, Anna afferma di voler rifuggire le lotte intestine al partito: «Cerco di pormi oltre le divisioni tra correnti di partito; e poi non mi interessano le contrapposizioni di interessi, le lotte di potere. Il tasto fondamentale da toccare nei rapporti con la gente è quello dei valori. Solo così si combatte l’antipolitica. Se penso che il 37% dei giovani della mia età sono disoccupati o non possono studiare...».

Per questo aspetto Anna si sente pronta alla sfida e ha in mente anche scelte inconsuete e di forte significato: «Credo nella politica dell’esempio. Ho la fortuna di poter andare in Parlamento a soli 25 anni e voglio mandare un segnale di diversità. Lo stipendio di un parlamentare è esagerato, considerati i sacrifici che fanno gli italiani per sopravvivere in queste condizioni di crisi. In attesa che, come è doveroso, questi stipendi siano diminuiti, voglio devolvere parte del mio come contributo a quelle associazioni onlus che si spendono nel territorio per aiutare la gente. Penso che questo possa essere un segnale importante». Quando parla di valori Anna si appassiona. Ed è consapevole di cosa significhi prendersi degli impegni. Si è laureata proprio con una tesi sulla “Accountability”, sulla dinamica tra etica e politica, sul rapporto tra eletto ed elettore, su come l’eletto debba rendere conto all’elettore e mantenere gli impegni presi.

Inoltre Anna tende a rimarcare l’ispirazione cristiana del suo fare politica. «Sono convinta che lo Stato e la politica debbano essere laici. Credo però che ci sia anche un modo cristiano di fare politica. Un partito non può definirsi cristiano, però i cristiani in politica devono essere riconoscibili. Un timbro di riconoscibilità che non te lo deve dare la Chiesa, ma la gente per i tuoi comportamenti cristiani, per quella tua attenzione che si rivolge sempre verso gli ultimi, non verso i primi». Parole, le sue, che contrastano con l’idea che si è fatto qualcuno di una Ascani “predestinata” ai successi politici, risoluta, insomma all’inizio della solita “carriera”: «Chi non mi conosce può pensare che sia una ‘rampante’, lo capisco... Ma a chi mi sta vicino la prima cosa che arriva è la mia passione. La mia ambizione vera è l’ideale».

Il discorso va poi a toccare le questioni strategiche che, come deputata altotiberina, dovrà affrontare. Anna individua le principali: «Il nostro è un territorio di piccole e medie imprese. Hanno bisogno di sgravi fiscali, di minore burocrazia, di sbloccare i crediti con la pubblica amministrazione. Solo così possono ripartire settori chiave come il mobile e il poligrafico. E poi le infrastrutture: la E78 è indispensabile per lo sviluppo dell’economia territoriale». E la ferrovia?
«Certo, lo sfondamento a nord della ferrovia è imprescindibile... Poi ci sono le tematiche legate all’ambiente: la questione idro-geologica e la diga di Montedoglio, il cambiamento della gestione dei rifiuti». Sono tutte questioni che fanno capo al parlamento, ma che richiedono un agire comune di parlamentari e istituzioni locali. Anna ne è consapevole: «Dobbiamo assolutamente fare squadra con i sindaci e con i consiglieri regionali e provinciali. Sarebbe grave se le varie istituzioni non si parlassero». Un altro impegno preso...
Anna si tuffa quindi in questa campagna elettorale che la porterà in parlamento. Lo fa con entusiasmo e con grinta: «Serve la grinta in politica, se si vuole incidere». Grinta e personalità già esibiti in momenti che l’hanno proiettata ben oltre l’ambito locale: l’intervento in occasione dell’apertura della campagna elettorale di Bersani; poi il confronto a “Otto e mezzo”, la trasmissione di Lilli Gruber, con un giovane montiano e un altro della Lega: «Lì per lì avevo una paura tremenda. Però quando mi prende la strizza, so come reagire e rendo al meglio».

La chiacchierata finisce qui, anche perché Anna ha un ben altro impegno: nonostante la campagna elettorale, e all’esito sicuro della sua elezione, non ha voluto rinunciare alle 15 ore pomeridiane di lezione di Tirocinio a Perugia.