Ascani: "Tutti facciano un passo indietro."

«Mi auguro che il caso-Ilva si risolva al più presto, perché coinvolge più di 50mila lavoratori, se consideriamo anche l’indotto. Credo che la politica dovrebbe fare un passo indietro, avendo come unico interesse la salvaguardia dei posti di lavoro. Questo deve essere l’obiettivo del governo, ma anche di tutte le forze politiche. Nessuno pensi di lucrare voti sulla pelle dei lavoratori. E Salvini si ricordi che questo problema è stato generato dal governo dove c’era anche lui». In viaggio da Amatrice, dove ha inaugurato l’istituto omnicomprensivo di San Cipriano, intitolato a Sergio Marchionne e realizzato con il contributo della Ferrari, la vice-ministra all’Istruzione e vice-presidente del Pd, Anna Ascani, fa il punto anche sul “caso” che sta mettendo in agitazione il governo. Già in fibrillazione dopo le elezioni regionali in Umbria, stravinte dal centro-destra.

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Ascani: "In Umbria si può vincere. Le Multe? Un'iniziativa dannosa"

Anna Ascani, lei è vice ministro per l'istruzione e soprattutto umbra do: tra meno di un mese si voterà nella sua regione. I sondaggi danno in lieve vantaggio la candidata del centrodestra. Pagate la scissione di Renzi ?

“Io credo di no, abbiamo il candidato giusto, Vincenzo Bianconi per vincere. Una persona credibile, autorevole, che parla ad un mondo più ampio della nostra coalizione”

Bianconi ha il vantaggio di essere un civico, e non uomo di partito ?

“il PD deve trovare un candidato in grado di parlare anche fuori dal perimetro della nostra coalizione e questa scelta è in linea con il mio auspicio. Sono convinta che sia possibile vincere.”

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Ascani (Miur): scuola-lavoro da rafforzare negli istituti tecnici e professionali

“Il taglio a ore e fondi ai percorsi di scuola  lavoro deciso dal precedente governo è stato un errore. Le scuole stanno rimodulando le attività con molta fatica; le aziende sono disorientate; gli studenti ne escono penalizzati. È vero nella maggioranza ci sono posizioni diverse. Ma io penso che almeno negli istituti tecnici e professionali sia necessario un ripensamento ; e dobbiamo supportare di più e meglio, anche attraverso una formazione mirata, presidi e docenti. In un Paese con una elevata disoccupazione giovanile e con un tessuto produttivo che cambia rapidamente sotto la spinta del 4.0, i ragazzi non possono terminare la scuola senza aver mai messo il naso fuori dalle proprie aule”

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